GIOVANNI SWIERCZYNSKI MARIA GOBBO Atlante della Malaria Umana Italian Version - Atlante della Malaria Umana

English Version - Atlas of human Malaria Atlas of Human Malaria GIOVANNI SWIERCZYNSKI MARIA GOBBO

LETTURA E CONSERVAZIONE DEI PREPARATI COLORATI

PER QUANTO TEMPO E COME SI DEVE ESAMINARE UN PREPARATO PER LA DIAGNOSI DI MALARIA ?

Sebbene l’esame microscopico della goccia spessa e dello striscio sottile sia uniformemente accettato come “Gold Standard” per la diagnosi microscopica di infezione malarica [57], non esiste un’indicazione unanime sul tempo necessario e sul numero di campi microscopici che devono essere esaminati. Da una revisione della letteratura risulta una grande variabilità in questi parametri [15][28][45][51]. In molti lavori viene stabilita come “Gold Standard” una lettura variabile da 10 a 100 campi microscopici; se gli stessi campioni vengono riesaminati assumendo invece come “Gold Standard” la lettura di 400 o 500 campi microscopici o di tutta la goccia, come è facile attendersi, molti campioni refertati negativi con la lettura più breve risultano in realtà positivi [31][58]. Inoltre, sebbene teoricamente l’esame della goccia spessa sia, a parità di tempo utilizzato per l’esame, più sensibile dello striscio sottile data la maggior quantità di sangue esaminata, in pratica si deve tenere presente che [18]:
- Durante la de-emoglobinizzazione e la colorazione della goccia spessa si ha una perdita di parassiti in grado variabile, a seconda della specie e dello stadio di plasmodio, come pure a volte un distacco macroscopico o microscopico di sangue dal vetrino (goccia spessa con troppo sangue e/o non completamente asciutta, vetrini non perfettamente puliti, lavaggio del preparato non corretto).
- Nelle basse parassitemie, a causa della distribuzione non uniforme, si possono trovare parassiti raggruppati in alcuni campi, mentre tutti gli altri risultano negativi.
- La lettura del preparato in maniera casuale, senza un percorso ben definito, porta in genere a riesaminare gli stessi campi microscopici e, se questi fanno parte di zone del vetrino colorate in maniera non idonea, il riconoscimento dei parassiti risulta difficoltoso.
- Si può avere una contaminazione fra campioni diversi: i parassiti possono essere trasferiti da un campione a un altro, nella soluzione colorante o sulla pellicola che si forma sulla stessa.
- Nelle infezioni con alta parassitemia la perdita di parassiti nella goccia spessa è di scarsa rilevanza.
- In Africa le infezioni malariche a bassa parassitemia sono abbastanza comuni e la perdita di parassiti in goccia spessa può essere importante; in questi casi, trovare o meno plasmodi esaminando solo 100 campi può essere solo casuale.
È anche vero, però, che le basse parassitemie hanno una scarsa o nulla rilevanza clinica nelle aree ad alta endemia (dove un’alta percentuale di soggetti asintomatici è portatrice di plasmodi in circolo), quindi non ha senso proporsi una sensibilità troppo elevata. Nelle aree a bassa endemia invece, e ancora di più nei casi di patologia di importazione, qualunque parassitemia, anche molto bassa, può essere clinicamente correlata alla malaria: in questi casi è indispensabile individuare anche le parassitemie molto basse, e pertanto il tempo di lettura (il numero di campi da leggere) dovrà essere molto più elevato. In conclusione, la scelta dei parametri da utilizzare per la lettura della goccia spessa (numero di campi microscopici, tempo necessario) non può essere fissata da una regola generale e dipende soprattutto dalla sensibilità e dalla specificità richiesta in una data situazione, dall’obiettivo che ci si propone [50] (diverso è ad esempio il contesto clinico da quello di una ricerca epidemiologica) e, non ultimo, dall’esperienza e dal grado di preparazione del personale.

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